La malaparentela

Un tema insolito ha piacevolmente intrattenuto, sabato 31 maggio, il pubblico presente, nella gradevole cornice del giardino del Circolo Meli: per la prima volta, al concetto di  malasanità , lo scrittore  Natale Saccà  ha contrapposto quello di “ malaparentela”, neologismo con cui l’autore , gastroenterologo  presso l’Ospedale di Catanzaro,  ha inteso racchiudere tutti i comportamenti spesso aggressivi, provocatori ed arroganti che i parenti degli ammalati  manifestano nei confronti degli operatori sanitari.

Grazie all’introduzione del dott. Antonello Dattola, che ha accompagnato le letture di alcuni brani del libro “ La malaparentela – per dispetto vi amo tutti- “, a cura della socia Patrizia Pansera, è stato possibile riflettere sul rapporto tra servizio sanitario e pazienti, attraverso il quale si delinea da una parte la capacità sia  professionale che di relazione di medici ed infermieri  nei confronti di  persone sofferenti e dei loro parenti; dall’altra, la necessità di questi ultimi, che si trovano a vivere , loro malgrado, situazioni complesse e difficili da affrontare, di  rispettare il lavoro , non facile e  di grande responsabilità degli operatori sanitari, in modo da favorire  un ambiente sereno , che permetta loro di lavorare al meglio.

La trama del libro  suddetto, che si snoda attraverso le vicende di vita vissuta dei protagonisti del romanzo, ha indotto lo scrittore Saccà ad elaborare un’ulteriore opera ,” Il cerchio – l’oca non gioca – “ che può considerarsi il completamento della prima : un giusto percorso circolare, come appunto il gioco dell’oca,  a cui l’autore riconduce il senso della vita, dove il presente non può essere separato da ciò che è stato,  poiché esso  determina  la direzione che l’esistenza  di ognuno di noi prende , in seguito a scelte , riflessioni, esperienze e sofferenze.

Rispetto al primo romanzo, ambientato esclusivamente in ospedale, “Il cerchio” trae spunto dalla descrizione della città di Catanzaro per rispecchiare stati d’animo e ricordi dei personaggi, consentendo al lettore riflessioni intime ed introspettive .

Un pubblico attento e partecipe alla lettura dei brani di entrambe le opere presentate , ha reso ancor più interessante l’incontro con il dott.Natale Saccà, visibilmente  soddisfatto della buona riuscita della serata e dell’accoglienza riservatagli  dai soci del Circolo Meli.

E proprio dal frammento di un brano estrapolato da “Il cerchio”  , si evince  il significato che l’autore vuol trasmettere dello strano gioco che è l’esistenza umana: “ …Pensavo ad alta voce….Pensavo a com’è strana la vita…Pensavo di volermi illudere ma poi la realtà ti presenta subito il conto.”

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