di Patrizia Pansera
Si è da poco concluso il quarto di una serie di incontri sul tema “Relazionalità ed affettività “, con i quali la dott.ssa Silvana Lasco, mediante il supporto organizzativo del Circolo Meli, ha proposto un cammino educativo finalizzato a suggerire comportamenti adeguati alle esigenze personali di ciascun individuo, in una società spesso alienante e violenta, che impedisce di raggiungere la felicità.
In vista dell’arrivo del nuovo anno, risulta utile fissare i punti salienti delle conversazioni svolte nel corso del 2016. Prendendo spunto dalla lettura di alcuni brani del “Piccolo Principe”, la dottoressa aveva già evidenziato – durante un “caffè letterario” – l’importanza di sperimentare strade diverse per migliorare l’affettività e vivere meglio la vita. L’affezione alla realtà si è rivelata essere l’unico metodo per abbandonare antichi pregiudizi ed imparare ad educarsi per educare seguendo il desiderio del proprio cuore e poter dare alla propria vita la letizia del “colore del grano “.
In seguito all’accadimento nel nostro territorio di un episodio criminoso impregnato di abusi e violenze su una minore, il Circolo Meli, vista la difficoltà generale di affrontare un momento di forte smarrimento sociale, ha ritenuto di poter fornire, senza alcuna pretesa di formazione specialistica ma con la condivisione dell’esperienza umana e professionale della dott.ssa Lasco, un aiuto educativo ai genitori disorientati e ai figli insicuri; ciò al fine di avviare un cambiamento individuale prima, familiare e sociale poi, nella speranza di ridare un significato positivo alla vita.
Silvana Lasco, medico e omeopata – per un decennio dirigente di medicina scolastica presso alcune scuole di Melito Porto Salvo – ha reso concreto tale proposito sulla base del racconto di vicende vissute: la verifica con l’esperienza di ciò che si comunica porta l’ascoltatore ad una maggiore propensione ad imparare e, di conseguenza, crescere e cambiare.
Un passaggio fondamentale per giungere al cambiamento, è l’appropriazione da parte di ognuno di un proprio “io“ che gli consenta di instaurare relazioni non simbiotiche ma improntate sulla libertà e il senso di appartenenza all’altro, conservando la propria personalità e non adattandosi alle circostanze. Il risultato è imparare ad accettare la realtà per quella che è e non in base all’idea che abbiamo di essa.
Nell’ultimo incontro, avvenuto al Mercato Coperto il 4 dicembre scorso, la dott.ssa Lasco ha per l’appunto approfondito le modalità per “vedere la realtà”, sviscerando quegli aspetti che, in mancanza di dialogo, possono piuttosto allontanare da essa. E così si è posta in risalto la frequente tendenza a lamentarsi, anche in modo irruento, dei comportamenti irritanti altrui che, all’interno di un rapporto familiare, coniugale e/o amicale, possono causare malumori e, in casi estremi, la rottura della relazione. La serena comunicazione del disagio di chi vive il problema a chi lo provoca può generare una corrispondente accoglienza del problema sofferto anche da parte di quest’ultimo, senza che ciò degeneri in aggressività o sottomissione, riuscendo così a sanare rapporti altrimenti irrecuperabili.
Peraltro, nell’ambito specifico della genitorialità, la tendenza a sostituirsi ai figli è talmente radicata da produrre insicurezza e mancanza di autostima tali da causare la fuga dalla realtà che può, nei casi estremi, provocare persino il suicidio. Ecco perché la consapevolezza degli effetti dannosi sui figli deve necessariamente generare un cambiamento: è indispensabile che i genitori comprendano l’importanza di responsabilizzarli, permettendo loro di fare tutte le esperienze che possano aiutarli a superare da soli le difficoltà esistenziali. Il genitore dovrà accompagnarli e non sostituirsi nel momento in cui si tratterà di adottare delle decisioni, di risolvere problemi e, soprattutto, non porgere soluzioni immediate o imporre il proprio volere.
Comunicare dentro un rapporto può essere dunque efficace per impedire lacerazioni poiché il dialogo è “condividere l’esistenza degli altri nella propria esistenza …l’accento non è sulle idee …. ma è sulla libertà….. Il nostro dialogo è vita “ (Baumon).
Il percorso educativo della dott.ssa Lasco ci accompagnerà anche nel corso del nuovo anno, vista l’attenzione manifestata dai numerosi partecipanti che ha rivelato chiaramente l’esigenza di voler conoscere per poter vincere la paura e l’ansia esistenziale.
