di Giulia Minicuci
Dopo “La casa dell’assenza” , vertente sul rapporto, non sempre pacato, tra genitori e figli, Ida Nucera, giornalista, pubblicista e membro della Comunità di Vita Cristiana reggina, domenica 9 aprile, ha presentato al Circolo Meli un altro suo scritto, con saggio introduttivo di Nicolò Mazza, dal titolo “Quel poco che so dirti – Il sorriso e la croce, tra Buddha e Gesù” edito da Città del Sole.
Il libro dal contenuto multitematico, nasce da un quesito non semplice e carico di sensibilità, posto all’autrice dalla figlia Miria , allora adolescente : “Perché Buddha sorride e Gesù ci viene offerto sofferente ?”.
Consapevole che “ … i giovani sono stanchi di parole che (….) li tradiscono “, la madre non dà una risposta spicciativa, impregnata di catechesi, ma sceglie, in nome della libertà, cara ad entrambe, di “presentarle “, spaziando tra Occidente ed Oriente, esperienze di vita di personaggi ( Sant’Agostino, Teresa di Lisieux, Maestro Eckart, Gandhi, Dalai Lama , Patanjali, Papa Francesco ) e di persone ( Padre Turaldo, i monaci esicasti di Monte Athos, don Puglisi, Rosetta Hillesum , p. Giancarlo Bregantini, Zeima l’amica siriana, Fabrizio De Andrè e i padri Gesuiti) , affinchè Miriam possa pienamente comprendere la vera essenza e il significato profondo delle parole chiave : fede, ascolto, incontro e condivisione, preghiera, interiorità (conosci te stesso !), dolore, solitudine, silenzio, amore verso il Credo originario e gli Altri.
L’incontro è stato aperto dal presidente del Circolo, Pasquale Pizzi , che ha introdotto la conversazione svolta dalla socia Giulia Minicuci e da Maria Zema, editor della casa editrice Città del sole ed., cui si è affiancato l’archeologo – egittologo Silvio Strano, consacrato in Sri Lanka lo scorso anno, ven. Bhante Dhammasile Thero.
Data la complessità dell’argomento trattato, il monaco buddhista si è limitato a delineare i princìpi fondamentali della dottrina buddista e di Siddharta, il vero Risvegliato, tese a favorire la conoscenza dell’Altro e del diverso che purtroppo ancor oggi suscita ingiustificato timore.
A chiusura della serata, sono stati proiettati due brani poetici, molto emozionanti: “L’uomo che ti somiglia” di Renè Philombè e “Il silenzio“.
I presenti sono stati inoltre deliziati dall’ ascolto del bellissimo brano “Shema Israel“, tratto dal quinto libro del Deuteronomio.

