Berlino 1940 – La convocazione

Domenica 26 gennaio 2014, ore 17.45, in occasione della “Giornata della memoria” Francesco Idotta ha conversato con Nadia Crucitti, autrice del romanzo “Berlino 1940 – La convocazione”.

“Con l’ascesa di Hitler, l’attore Veit Harlan rimane affascinato dalla nuova ideologia perché ammira la sontuosità scenografica delle adunate naziste, e soprattutto perché sta per raggiungere il suo vero obiettivo, la regia cinematografica.
Egli crede che l’artista possa creare rimanendo estraneo al suo tempo, senza subire condizionamenti politici e pesanti compromessi. Vanesio e superficiale, arrivista e amante delle belle donne, Harlan non è antisemita ma, divenuto ormai famoso grazie ai suoi rapporti con il potere, pagherà la sua scelta: Goebbels, Ministro della Propaganda nazista, lo obbligherà a girare nel 1940, in pieno conflitto bellico, Jud Süss, il film assurto a simbolo dell’antisemitismo, vero e proprio strumento di propaganda della persecuzione contro gli ebrei. Questo romanzo racconta la storia di un uomo e di una nazione che preferirono, davanti all’instaurarsi di una dittatura che aveva già in sé i germi del sistema criminale, non vedere e non sentire, mettendo a tacere la propria coscienza ed evitando di scegliere. Ed è al contempo un bellissimo affresco della storia del cinema degli anni ’30 e ’40, in un periodo nel quale la sua potenza artistica e comunicativa si andava imponendo agli intellettuali e alle masse.”

Nadia Crucitti è nata a Reggio Calabria il 18 giugno 1955. Laureata in Materie letterarie, è stata tra i curatori delle antologie del Premio multimediale di poesia “Nosside” dal 1984 al 1990. Ha scritto recensioni ed articoli per la rivista “Historica” di Reggio Calabria. Nel 1990 ha pubblicato con la casa editrice romana Il Ventaglio una raccolta di racconti dal titolo “Notti di luna bugiarda”.
Nel 1996 ha pubblicato con Mondadori il romanzo “Casa Valpatri”, vincitore del Premio “Cronaca familiare”, organizzato dal settimanale “Famiglia Cristiana”, e scelto da una giuria composta da: Giuseppe Bonaviri, Miriam Mafai, Ferruccio Parazzoli, Giuseppe Pontiggia, Carlo Sgorlon, Susanna Tamaro, Leonardo Zega. Carlo Sgorlon ne scrive così «Romanzo aperto alle novità, sensibile ai mutamenti sociali, in possesso di un’etica e un sentimento ancora intatti».
Dal 2001 collabora al mensile “Calabria”, rivista del Consiglio Regionale della Calabria.
Il 10 maggio 2003 è uscito un suo racconto sull’inserto culturale “Tuttolibri” del quotidiano “La Stampa”, numero Speciale Fiera del Libro; altri giochi letterari sono apparsi sui numeri del 9 e del 23 agosto 2003.
Nel 2009 ha vinto il primo premio del concorso “Non leggi spesso?…Leggi sottile” – sezione Versilia, organizzato dalla casa editrice Giovane Holden di Viareggio. Sempre nel 2009 è uscito un suo gioco letterario sul numero 5 della rivista “Cortocircuito”, inaugurata da un lavoro di Umberto Eco.

Francesco Idotta
nato a San Roberto (RC) nel 1970, insegna Filosofia e Storia nel Liceo Scientifico “E. Fermi” di Sant’Eufemia d’Aspromonte; già docente di Filosofia, nel Corso di Alta Formazione Docenti, e di Lingua Italiana, presso l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria. Ha conseguito il Diploma di Alta specializzazione in Storia degli Stati Uniti presso l’Università di Madrid, nella quale è anche dottorando di ricerca in Filologia. Nella Scuola Primaria, in cui ha lavorato per oltre un decennio, ha avviato un suo metodo per l’insegnamento della Filosofia ai bambini. Da anni si occupa di letteratura per l’infanzia e di ricerche nell’ambito delle tradizioni popolari. Cura incontri nelle scuole con progetti per la diffusione del libro e dell’amore per la lettura. Già coordinatore del “Gruppo Giovani” del Circolo Culturale Rhegium Julii. È socio dell’As.Pe.I (Associazione Pedagogica Italiana).
Tra le sue pubblicazioni: Una strada per i Rom di Calabria (1997) Le fiabe di Grazia (1998); Mediatori culturali ed educazione interculturale tra i Rom di Reggio Calabria (1998), L’ecomuseo dell’area grecanica (1999). La saga di Fioravanti (2002). Dialogo su Bonhoeffer: frammento di umanità (2003). Hermann Hesse. L’estetica del tentativo (2004); Il ponte del nudo apparire. In AA VV No ponte. Racconti. (2005); Nel giardino delle tartarughe (2005). Il Luogo dei Luoghi (2006); Abadir (2006). Il Camaleonte de la lengua larga (Cuentos) 3 volumi – Racconti per l’educazione alla sessualità – (Funsare, Buenos Aires, Argentina, 2008). La lingua dell’altro.Il problema del dialetto nell’apprendimento scolastico. Uno sguardo didattico filosofico. (2011). Rotte Mediterranee (2009). Ha tradotto in italiano La Città del sole di T.Campanella (2012) Con i suoi alunni cura il blog Rotte Mediterranee. Alla ricerca delle differenze e delle linee che separando uniscono. Collabora con le riviste Il Bollettino; Lettere Meridiane Ha un sito: www.francescoidotta.com

http://www.youtube.com/watch?v=8Sv2pbFDgwQ

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