di Patrizia Pansera
Due tragedie troppo a lungo dimenticate: il massacro delle foibe, in cui furono gettati dalle milizie iugoslave di Tito migliaia di istriani e il conseguente esodo dalle terre della Venezia Giulia, Trieste, Fiume e Dalmazia sono state rievocate dal Circolo Meli in un videoracconto, ideato e prodotto dal Circolo stesso e proiettato in sede durante la Giornata del ricordo, lunedì il 10 febbraio.
Grazie ad una fedele ricostruzione storica degli eventi che determinarono un simile eccidio, è stato possibile risalire al tempo in cui, quasi alla fine della seconda guerra mondiale, dopo secoli di dominio austro – ungarico, che aveva consentito la convivenza pacifica degli italiani con diverse etnie, tra cui slavi e croati, l’avvento del fascismo ruppe gli equilibri fino ad allora vissuti. Attraverso le immagini di repertorio, i presenti hanno potuto seguire i cambiamenti dello scenario politico nazionale, in particolare nella Venezia Giulia, dove l’occupazione del Movimento Liberista di Tito operò una vera e propria <<epurazione preventiva>> dei nemici del popolo, causata da “rancori etnici”, concretizzatisi in una violenza di Stato inaudita. La particolare conformazione rocciosa del territorio carsico fece sì che le foibe, profondissime fosse naturali, diventassero delle tombe in cui gettare vivi o morti “i traditori della patria”. Finita la guerra, stipulati i vari accordi con le conseguenti spartizioni territoriali tra gli Stati vincitori, continuarono le stragi, le oppressioni, le deportazioni e gli eccidi nelle foibe per tutti quelli che erano considerati <<pericolosi >> ,soprattutto gli slavi, così determinando l’esodo degli istriani che, per conservare la loro identità nazionale, furono costretti ad abbandonare la loro terra, le loro case, i loro averi e iniziare una <<via crucis>>che li porterà in altre regioni d’Italia e persino in America.
Esiste al Porto Vecchio di Trieste il Magazzino 18, dove tuttora giacciono gli oggetti, la mobilia degli esuli e che Simone Cristicchi ha immortalato in una struggente canzone, che ha chiuso il video racconto.
La storia delle foibe e dell’esodo è stata taciuta per oltre cinquan’anni: nonostante le controverse opinioni che ancora oggi accompagnano la Giornata del ricordo, il racconto del Circolo Meli è stato finalizzato ad evidenziare le sofferenze subìte dai popoli delle terre sottomesse alla dominazione iugoslava, che sono documentate dai film di repertorio. Il primo passo verso il riconoscimento di questa pagina vergognosa della storia italiana risale al 1991, quando Cossiga si inginocchiò a Basovizza per chiedere perdono …il racconto delle due tragedie è un atto dovuto affinchè diventi <<memoria soggettiva nazionale >>.

