di Patrizia Pansera
Dal 2005, anno in cui è stata istituita la Giornata della Memoria, il 27 gennaio ha assunto un significato fondamentale per ricordare, capire e comprendere cos’è un genocidio, perché e cosa è successo ai milioni di ebrei uccisi dai nazisti, come può l’uomo pensare di distruggere con metodi anche scientifici un gruppo etnico, razziale, religioso, nazionale.
A tal fine il Circolo Meli, come già negli anni scorsi, ha realizzato un video racconto che, nell’intento di ricomprendere tutti gli avvenimenti storici che non possono e non devono deve essere dimenticati né tantomeno negati, ha soffermato l’attenzione sui Giusti tra le Nazioni, ovvero coloro che, pur non essendo ebrei, hanno messo in pericolo la loro vita per salvarne anche uno.
Il protagonista del docufilm, offerto alla visione del pubblico presente in sede il giorno della commemorazione delle vittime dell’Olocausto, e successivamente proiettato il 30 gennaio anche ai ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Corrado Alvaro”, alla presenza della dirigente A. Borrello e dei docenti delle classi presenti, è stato Gino Bartali.
Conosciuto come grande campione del ciclismo nazionale, “Ginettaccio” ha dato prova di grande coraggio non solo sulla bici ma anche nella vita allorquando – durante la guerra – non temendo il pericolo, aiutò quasi 800 ebrei a salvarsi dallo sterminio nazista. La sua incrollabile fede religiosa, il suo temperamento vigoroso e tenace, l’amore per la sua famiglia e il profondo rapporto di amicizia con il cardinale Della Costa, gli permisero di non piegarsi mai al regime fascista e, grazie alla sua enorme forza morale e fisica, riuscì a compiere nel silenzio più assoluto atti di grande umanità, perché “il bene si fa e non si dice”.
Le testimonianze dei sopravvissuti, che un’apposita Commissione provvede a verificare e accertare attraverso un lungo e complicato processo, hanno favorito il riconoscimento di Bartali quale “Giusto tra le nazioni” e il suo nome è stato incluso nello Yad Vashem, museo della Memoria israeliano, dove per ogni Giusto viene piantato un albero nell’apposito giardino.
Particolarmente attenti alla visione delle immagini, sia adulti che ragazzi hanno mostrato curiosità e interesse verso la storia proposta, nella certezza che la Memoria di quanto tragicamente accaduto debba essere tramandato per evitare che si ripeta in futuro.




