Per non dimenticare lo sterminio degli ebrei, il Circolo Meli ha organizzato 27 gennaio presso la propria sede di Melito Porto Salvo, una video conferenza attraverso la quale raccontare l’orrore dei lager.
Un incontro di immagini e parole, queste ultime provenienti da chi ha vissuto l’inferno dei campi come Primo Levi, autorevole testimonianza della follia nazista.
Un momento per riflettere sugli orrori dell’olocausto e ricordare quanto è accaduto in quegli anni,quando si è assistito alla estremizzazione della crudeltà umana. Le immagini, raccolte al momento della liberazione dei prigionieri rinchiusi nei campi di sterminio, raccontano stenti, privazioni, sofferenza i cui segni indelebili sono evidenti negli occhi smarriti di chi guarda il cineoperatore non comprendendo assolutamente ciò che sta accadendo intorno; in quell’ inferno, la quotidianità è dettata dalla sofferenza: “Tale sarà la nostra vita. Ogni giorno, secondo il ritmo prestabilito , uscire e rientrare, dormire e mangiare, ammalarsi, guarire o morire” (Primo Levi “se questo è un uomo”).
Una riflessione necessaria al fine di conoscere, ricordare ed evitare il riproporsi di fatti simili.
Con letture a cura di Patrizia Pansera e Pasquale Pizzi, l’evento ha dato l’avvio al nuovo spazio letterario del circolo denominato “Caffè letterario del Circolo Meli”, il cui scopo è l’approfondimento di temi che stimolano l’interesse dei soci rendendo questi ultimi direttamente protagonisti.
Questo è l’articolo apparso su “In Aspromonte” del 27.01.2016 a firma di Mimmo Musolino
http://www.inaspromonte.it/giorno-shoah-nel-ricordo-sopravvissuto-levi/
Il 27 gennaio, quest’anno ricorre il 71.mo anniversario, è sicuramente una delle date storiche che il genere umano non può dimenticare e non onorare con il proprio pensiero e la propria partecipazione.
E va dato atto al “Circolo Meli” di Melito Porto Salvo che oggi alle ore 18,30 presso la sede di Viale Garibaldi, 67, nell’ambito dei “Caffè letterari del Circolo Meli” propone una significativa iniziativa per celebrare “la giornata della Menoria”.
Una delle persone che per diretta, tragica e drammatica esperienza ha scritto delle parole indelebili che fanno sanguinare il cuore ma lo aprono alla speranza di un mondo senza più violenza e discriminazioni razziali è certamente il grande scrittore e chimico PRIMO LEVI. Non si può avere idea e cognizione di cosa sia stato vivere e soffrire le torture nei campi di sterminio nazisti, come Auschwitz nel quale furono annientati più di un milione e mezzo di ebrei, se non si legge il libro: “Se questo è un uomo“ nel quale sono fedelmente riportate le tragiche e annichilenti giornate in detto campo di concentramento nazista “vissute” dallo stesso scrittore e dei suoi compagni di sventura.
Così scrive Primo Levi:
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici.
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo di pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato.
Vi comando queste parole,
scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli!