di Patrizia Pansera
Tanta curiosità di conoscere un luogo magico e altrettanta voglia di condividere due giorni ricchi di arte e cultura, all’insegna della spensieratezza, hanno accompagnato una trentina di soci del Circolo Meli nella visita fuori porta a Matera o “Città dei Sassi “in Basilicata, riconosciuta Patrimonio Mondiale UNESCO e nominata Capitale Europea della Cultura del 2019, il 9 e 10 marzo scorso.
Favoriti da uno splendido clima primaverile, i soci hanno visitato nel pomeriggio di sabato il centro storico, ove si trova anche la Cattedrale antica e il complesso delle Case Grotta scavate nella montagna e da cui gli abitanti furono evacuati negli anni cinquanta, a causa delle misere condizioni di vita. Minuziosamente informati da un’esperta guida, hanno appreso particolari della vita quotidiana di un popolo che conviveva all’interno delle abitazioni con gli animali e conduceva una vita fondamentalmente semplice e agreste.
Non meno interessante la scelta di scendere nella cisterna più antica di Matera, capace di garantire lo sfruttamento dell’acqua in un sistema di bio – architettura tra i meglio conservati al mondo, struttura apparentemente rudimentale che si scopre “prodigio di efficienza tecnica “.
Ricca di opere scultoree di grande pregio, la mostra di Salvator Dalì si è rivelata suggestiva e coinvolgente, anche per il luogo prescelto in cui installarla, all’interno di una bellissima grotta, in cui è possibile percorrere un viaggio spirituale, che indaga all’interno della psicologia e dell’ispirazione artistica del suo autore. Oleogrammi, realtà virtuale, proiezioni completano l’esposizione museale dell’artista, a cui erano cari i temi del tempo, dell’involucro duro e contenuto molle, della metamorfosi della realtà in surrealtà.
Appagati dalla visione di cotanta beltà, i soci hanno poi degustato le specialità gastronomiche della terra, come il peperoncino brusco e il buonissimo pane materano, in un piacevolissimo clima di accoglienza da parte della gente locale, affabile e professionale.
Assolutamente spettacolare ed imperdibile il paesaggio offerto domenica mattina dal Parco della Murgia, sito archeologico preistorico, anticamente abitato da pastori, in cui i soci hanno potuto ammirare anche i resti di una chiesa monastica bizantina, impreziosita dai resti di affreschi e incisioni e un antico ovile, in cui si respira tuttora la vita passata.
Stanchi ma entusiasti della bellissima gita, i soci hanno poi imboccato la via del ritorno, trascorrendo con allegria le ore di viaggio verso casa e rievocando i momenti vissuti insieme.









