di Patrizia Pansera
In continuità con il percorso educativo organizzato dal Circolo Meli, sabato 3 dicembre alle ore 18,00 presso il Mercato Coperto di Via Nazionale a Melito Porto Salvo, si svolgerà il quarto incontro sul tema “Relazionalità e affettività”: in questa occasione la dott.ssa Silvana Lasco farà specifico riferimento alla difficoltà per ogni persona di introdursi nella realtà.
Perché ciò possa verificarsi, come evidenziato dalla stessa nell’incontro precedente “è necessario che ciascun individuo sviluppi un proprio io, quale presupposto essenziale per potersi poi relazionare con l’altro, senza essere determinato da questo e correre il rischio di vivere in simbiosi, ovvero in funzione del “tu” con cui entra in rapporto”.
Difatti, un io assente o mortificato genera un meccanismo di adattamento alle circostanze della vita quotidiana che non solo rende il soggetto incapace di agire liberamente ma, cosa ben più drammatica, lo rende vittima di sopraffazione altrui a cui – solitamente – reagisce o con un atteggiamento aggressivo o con un comportamento di sottomissione, radicata com’è l’abituale tendenza a guardare più gli altri che se stessi.
Nel suffragare quanto affermato, la dott.ssa Lasco si è riportata sia a vicende professionali e personali che ai drammatici fatti accaduti di recente nel nostro territorio, dimostrando ancora una volta come l’esperienza sia l’unico metodo possibile per imparare a guardare il reale, evitando danni irreparabili nei rapporti personali, familiari, genitoriali, scolastici e sociali. Entrare quindi nella realtà, senza interpretarla ma accettandola per quella che è, rende consapevoli di se stessi e può favorire sane relazioni, impedendo la fuga fisica, psicologica e, nel peggiore dei casi, il suicidio. A tal fine, la dott.ssa Lasco nel prossimo incontro cercherà di fornire le modalità con cui tale introduzione deve avvenire, in modo da aiutarci a “vedere la verità della realtà”: capire “di chi è il problema” risulta fondamentale per accompagnarsi all’altro.
La presenza costante e numerosa dei partecipanti alle conversazioni finora svolte ha confermato l’interesse all’ascolto come occasione non frequente per riflettere su se stessi ed eventualmente provocare un cambiamento personale interiore, che possa condurre ad essere felici.