di Patrizia Pansera
E ‘ stato “il desiderio del cuore “ il fulcro della conversazione tenuta dalla dott.ssa Silvana Lasco, domenica 26 marzo al Mercato Coperto di Melito P.S., dinanzi ad una platea numerosa e molto interessata all’ascolto .
Nel sesto incontro organizzato dal Circolo Meli sul tema “Relazionalità e Affettivita’ ”, la predetta ha delucidato con la succitata espressione ciò che davvero può determinare la libertà individuale, quasi sempre condizionata dalla percezione negativa della realtà, a cui reagiamo con la fuga da essa, attraverso varie modalità che sono la definizione, l’interpretazione, la remissione o la violenza.
Vivere in base a quello che veramente desideriamo, ci fornisce la possibilità di aderire a tutti i fattori del reale, senza “sconti” o eliminazioni, poiché ci permette di appartenere all’altro non sotto forma di possesso ma sentendoci parte di esso, si tratti di coniuge, figli, amici.
La differenza è sostanziale: nel considerare l’altro parte di noi stessi e non un nostro oggetto, la libertà si sostituisce alla pretenziosità . Tale consapevolezza conduce necessariamente ad acquisire uno sguardo diverso su tutto quello che ci circonda. Ne deriva che, pur nell’apparente contraddittorietà, è con l’appartenenza che possiamo riconoscerci liberi: difatti, così come espresso in una slide mostrata durante la serata, “libertà” non significa, come generalmente si crede soprattutto tra i giovani, “non avere legami “ bensì avere un atteggiamento di responsabilità, sentirsi cioè capaci di dare una risposta alle varie situazioni della vita, compiendo ogni scelta secondo i propri desideri.
Naturalmente, presupposto essenziale è instaurare delle relazioni umane, poiché entrare in rapporto ci aiuta a comprendere che “i problemi non li creano gli altri, gli altri ci rendono coscienti dei problemi che abbiamo”. Ne consegue che solo attraverso un dialogo, che implichi tolleranza e apertura “disarmata”, priva cioè di preconcetti, possiamo allontanare la paura e vivere più serenamente.
Anche in questa occasione, la dott.ssa Lasco ha fatto riferimento alla sua esperienza personale e professionale per dimostrare che quanto detto non può essere inteso come una filosofia di vita, poiché mettersi in discussione, provare ed eventualmente cambiare sono le tre fasi necessarie per sperimentare che un’alternativa esiste realmente, “ qui ed ora”.
Quale giusto riconoscimento per il meritevole contributo educativo che la stessa ha apportato in questi mesi, collaborando col Circolo Meli e confrontandosi col pubblico presente, il Presidente del Circolo, Pasquale Pizzi, le ha consegnato la targa di socia onoraria, nella cui motivazione sono state messe in risalto la sensibilità e professionalità di una donna, che ha trasmesso il suo vissuto con un’apprezzabile chiarezza di linguaggio.
Il Presidente ha infine sottolineato l’impegno e la volontà del Circolo di proseguire in futuro questo cammino in una sfera più “intimistica”, reiterando la prima forma di incontro svoltosi in sede, mediante il caffè letterario che aveva sviluppato la relazionalità e l’affettività con riferimento al libro “Il piccolo principe”.

